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Archivio Flash 2006 - 2007

Lista degli ultimi flash: ARCHIVIO FLASH 2006 - 2007

La RSI in vendita



Sul Giornale del Popolo dello scorso 16 novembre è apparsa la notizia che ha lasciato tutti incre-duli: lo stabile di Besso alla RSI sarebbe in vendita e il probabile acquirente potrebbe essere la città di Lugano. Un fulmine a ciel sereno. Ai più è sembrato uno scherzo fuori stagione, essendo il primo d’aprile ancora lontano. Senonché, la notizia, rilanciata subito dalla stessa RSI (Cronache regionali) e dagli altri due quotidiani (Corriere del Ticino e La Regione) ha preso consistenza e veridicità, e soprattutto trovato conferma nelle alte istanze della CORSI – RTSI – SSR. Insomma, calpestando la storia della Svizzera italiana che il 31 marzo 1962 salutava l’inaugurazione dello studio RSI di Lugano – Besso come uno degli eventi miliari della regione, la dirigenza attuale sembra voler liberarsene senza troppi scrupoli, nel nome di una ennesima ristrutturazione azien-dale, dettata dall’evoluzione tecnologica, dalla necessità di accorpare interi settori della produ-zione fin qui separati tra Radio e TV, con l’occhio attento solo al risparmio. Insomma, nel segno dei tempi, anziché alla sua funzione di servizio pubblico, e come tale pensata e rispettata, l’azienda radiotelevisiva è intesa dai vertici in carica come semplice istituzione inserita nella lo-gica di mercato, e dunque sottoposta per intero alle sue leggi.

Investimento di 18 millioni di franchi
Di qui, dopo una non meglio preci-sata perizia che avrebbe richiesto un investimento di circa 18 milioni di franchi per la moderniz-zazione dello Studio radio di Besso, la ventilata ipotesi di trasferire armi e bagagli a Comano, accorpandola alla TSI. In verità, dai nostri accertamenti, la ventilata vendita, segnalata di straforo sul Giornale del Popolo, e non secondo la corretta prassi che prevede il nostro coinvolgimento come partner istituzionale (art. 54 del Contratto collettivo), ha già una discretamente lunga gesta-zione, e ha già visto sulla scena la città di Lugano, il maggior candidato all’acquisto. Insomma, sono già stati intrapresi i passi per l’eventuale vendita della RSI, confermata poi, a no-tizia diffusa, dalla stessa direzione della RTSI. A questo proposito, l’SSM, interprete dei sentimenti del personale dell’azienda, ma anche, con essi, di quelli della popolazione della Svizzera italiana, ritiene che tale iniziativa vada soffocata.

Un monumento dal significato simbolico

La RSI di Lugano-Besso, costituisce non solo un monumento dal significato simbolico nella no-stra autonomia regionale, della nostra storia, nella nostra cultura, ma anche, al contempo, una costruzione specifica per il suo uso, di grande pregio architettonico, tra le migliori in Europa, il cui progetto, non a caso, a suo tempo, fu affidato dall’allora direzione istituzionale e professiona-le, assai lungimirante, a tre architetti di prestigio: Camenzind, Tami, Jäggli. I quali seppero creare un contenitore di alto valore estetico ma anche di accertata valenza funzionale. La RSI di Besso, nonostante le chiacchiere strumentali, ha sempre retto bene al tempo, e regge bene tuttora, con gli aggiornamenti necessari, che non richiedono, a nostro avviso, se perseguiti con competenza, i costi ventilati. Comunque, gli investimenti sarebbero inferiori a quelli ipotizzabili per un suo tra-sferimento a Comano. Inoltre: è irrealistico ipotizzare che la tappa successiva sarebbe la riduzio-ne dei programmi e del personale a vantaggio di altre realtà?

LA RSI di Besso è un patrimonio di cui non possiamo liberarci, adducendo ragioni che a noi sembrano frutto di un calcolo inutilmente cinico anziché razionale. Invitiamo pertanto le direzioni delle istituzioni in causa (SSR- CORSI- RTSI) a voler desistere dai propositi di vendita annunciati, e anche, dall’attenersi, per ogni iniziativa in materia, alle norme previste per la corretta informazione tra partners contrattuali. Infine, invitiamo gli utenti e la popolazione tutta della Svizzera italiana, nonché quella italofona di oltre San Gottado, a vigila-re con noi e a difendere la Radio di Besso. A questo proposito non mancheremo di stimolare e sostenere le iniziative che riterremo necessarie per la sua salvaguardia.

SSM – Sezione di Lugano, 3 dicembre 2007

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