Misure di risparmio: il contestabile credo della SSR

Risultato positivo ad ogni costo

Il periodo estivo sembra ispirare la SSR a comunicare brutte notizie. Questa volta si tratta di un pacchetto di misure di risparmio preventive dell’ordine di 20 milioni di franchi.

I collaboratori e le collaboratrici si chiedono giustamente: dopo i tagli sul budget dell’anno scorso, dove dovranno essere risparmiati questi 20 milioni? E perché la SSR continua a volere essere in attivo ad ogni costo? I tagli al budget e il blocco delle assunzioni sono veramente i rimedi adatti per compensare possibili perdite nella pubblicità e nello sponsoring?

A cosa servono le riserve?

Una politica finanziaria che si accontenta di frenare le uscite, non appena gli indicatori congiunturali indietreggiano, senza tenere in considerazione l’impatto che le misure di risparmio hanno sulla produzione e sul personale, è più che contestabile. Non è un segreto che le entrate commerciali, si parla di alcune decine di milioni, subiscono delle forti variazioni da un anno all’altro. Negli ultimi 4 anni si sono mossi in una forchetta di 40 milioni. Visto che la SSR ha delle riserve, sarebbe preferibile utilizzarle, piuttosto che anticipare con un taglio al budget, una diminuzione delle entrate commerciali.

Informazioni lacunose

La comunicazione pubblicata il 27 luglio dalla SSR, è molto secca e tecnocratica. E una volta di più la SSR non si è attenuta ai propri obblighi contrattuali, che prevedono che l’SSM venga informato compiutamente e per tempo (art. 59 CCL).
L’SSM si aspetta dalla SSR, che riveda sulla propria decisione di riduzione del budget, e che in futuro l’SSM venga informato correttamente.

 

 

 

 

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