Fallite le trattative con la SSR per un CCL

Martedì, 15 maggio 2012 sono fallite le trattative tra SSM e SSR in vista di un nuovo contratto collettivo di lavoro. La SSR rifiuta categoricamente di intavolare ulteriori trattative. A partire dal 2013 si prospetta, per la prima volta nella storia della SSR, un vuoto contrattuale. Le conseguenze per quanto riguarda l’adempimento del mandato di servizio pubblico sono imprevedibili. Con l’alibi di semplificare il CCL, la SSR ha sottoposto al suo partner sociale SSM un catalogo di smantellamenti, come non si sono mai visti in decenni di trattative.

Festival dei tagli delle indennità

Nelle trattative CCL la SSR ha richiesto la cancellazione o il ridimensionamento delle indennità per ore supplementari e lavoro straordinario. In particolare il personale che lavora in modo irregolare, o nei fine settimana o in orari notturni, avrebbe subito importanti perdite finanziarie L’SSM trova scorretto che la SSR voglia eliminare dal CCL proprio quelle concessioni che aveva fatto nel 2009, nei confronti dei collaboratori, così che fosse accettata l’annualizzazione del tempo di lavoro. L’annualizzazione del tempo di lavoro permette alla SSR risparmi milionari. Anche per questo motivo la SSR ha potuto tornare nelle cifre nere nel 2011.

Peggioramento delle condizioni della protezione della salute

Se le cose fossero andate come auspicato dalla SSR, i collaboratori non avrebbero solo un borsellino più leggero, ma avrebbero dovuto lavorare ancora più duramente e in condizioni sempre più stressanti. Infatti la SSR vuole relativizzare la protezione della salute. Ha presentato regolamenti e accordi, che vanno contro le norme imperative della legge sul lavoro e delle sue ordinanze. Insieme con molti altri peggioramenti – come per esempio la riduzione dell’indennizzo per la cessione dei diritti d’autore di 2/3 rispetto alla cifra odierna – al momento sul tavolo c’è una proposta SSR che da un punto di vista sindacale è completamente inaccettabile. Praticamente la SSR ha respinto tutte le richieste dell’SSM che chiedevano semplicemente un partenariato sociale corretto e trasparente senza nessuna rivendicazione di tipo salariale né miglioramenti delle condizioni di lavoro. In sostanza il sindacato SSM pur disposto ad alcune concessioni non chiedeva altro che lo status quo.

L’SSM chiede nuove trattative

Il CCL esprime il rispetto e la stima che il datore di lavoro ha nei confronti del proprio personale. È un segnale importante di stabilità e di sicurezza del lavoro, proprio nel periodo della convergenza. Con il suo atteggiamento l’azienda di diritto pubblico SSR mina questa stabilità. Con questo suo modo di agire la SSR dimostra irresponsabilità in un momento difficile dove da più parti dal mondo politico economico e sindacale arrivano pressanti richieste di una maggiore regolamentazione del mondo del lavoro La branca dei media elettronici svizzeri, senza un meccanismo regolatorio, quale il contratto collettivo di lavoro, si vedrà molto velocemente confrontata con le condizioni di produzione e contrattuali degli altri paesi europei, che sono peggiori delle nostre. Questo comporta un grande rischio per le condizioni lavorative e salariali dei dipendenti svizzeri, non solo alla SSR. Già oggi chiediamo alla SSR, di rivedere le sue richieste e di tornare al tavolo delle trattative.

Maggiori informazioni mercoledì, 16 maggio 2012, alla conferenza stampa prevista per le 10.00 al Grotto Ticinese, Cureglia

 

 

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