Incomprensibile decisione del CF sull’aumento del canone

Il 18 giugno si è tenuta l’assemblea dei delegati SSM, proprio il giorno in cui il Consiglio Federale (CF) ha preso la decisione di non aumentare il canone alla SSR. I delegati sono delusi e deplorano questa decisione.

Il CF, pur riconoscendo che la SSR ha un accresciuto fabbisogno di mezzi per adempiere il suo mandato di prestazione, ha deciso di non aumentare il canone per la ricezione di radio e TV, nemmeno per compensare il rincaro del 2.5% dalla decisione dell’ultimo aumento.

Per l’SSM questa decisione è assurda, perché di fatto significa che la SSR dovrà fornire una prestazione equivalente a quella attuale, ma con meno entrate.

Sulle spalle del personale

Il CF non vuole infierire sui consumatori, però non esita a fare pagare al personale della SSR, tramite misure di risparmio, un bisogno finanziario che giudica giustificato. Questo non è corretto, se si pensa, che un aumento moderato del canone sarebbe equivalso a circa fr. 10.- all’anno per contribuente. I calcoli del CF di maggiori entrate per 19 milioni all’anno dovuto all’aumento dei contribuenti sono mere speculazioni.

L’SSM considera che la decisione di liberalizzare le regole sulla pubblicità, provocherà una ulteriore commercializzazione dei programmi, e costituisce una scelta inadeguata per un diffusore di servizio pubblico. Questa decisione accrescerà la concorrenza sul mercato pubblicitario tra la SSR, gli editori e i diffusori di radio e TV private, da un punto di vista di politica dei media non auspicabile e rende un cattivo servizio a tutti gli attori presenti già affollato mercato dei media svizzeri.

Consiglio federale influenzato dalle campagne contro la SSR?

Apparentemente il CF è stato influenzato dalla campagna montata dagli avversari della SSR che denunciano apparenti sprechi fatti dalla SSR. L’SSM si aspetta dal CF un riconoscimento del principio di servizio pubblico su vasta scala per la SSR. Con questa decisione invece il mandato di servizio pubblico viene indebolito.

 

Con la decisione del CF i programmi della SSR avranno difficoltà a contrastare i programmi che vengono dall’estero, in quanto le mancheranno i mezzi.

 

Contrastare la diminuzione del personale e niente decisioni affrettate

Per quanto concerne il personale l’SSM si assumerà in maniere responsabile il suo ruolo di partner sociale e si batterà per impedire la soppressione di posti di lavoro e un ulteriore deterioramento delle condizioni di lavoro e per fare rispettare il contratto collettivo di lavoro, sistematicamente violati dalla SSR, in quanto mancano i mezzi finanziari. Al fine di evitare misure di risanamento o di smantellamento decretati dalla fretta, l’SSM invita la SSR ad analizzare ancora una volta la situazione finanziaria con il nuovo direttore generale cercando nuove soluzioni.

 

 

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