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Difesa del "servizio pubblico" della SSR?
L’avvenire di "swissinfo" è stato il primo tema trattato dal comitato nazionale SSM riunitosi il 4 marzo. Infatti il Consiglio federale, nel quadro del pacchetto di risparmio, prevede di tagliare il proprio contributo di 13.4 milioni a partire dal 2012. Se dovesse confermare la propria decisione, questo comporterebbe la morte di “swissinfo”. L’SSM si ingaggerà a favore del mantenimento di questa piattaforma, e ha già dei fondi per una campagna. In considerazione della profonda crisi che sta attraversando la Svizzera sulla scena internazionale, non si può rinunciare ad una fonte affidabile di informazioni come è “swissinfo”. Il comitato nazionale ha preso conoscenza con soddisfazione del fatto che il CdA della SSR condividendo questo punto di vista ha chiesto al direttore generale Walpen di ingaggiarsi per il mantenimento di "swissinfo".
Campagna per il servizio pubblico della SSR
Il Consiglio federale si pronuncerà probabilmente in giugno in merito al finanziamento della SSR. Tenuto conto del deficit finanziario incombente e dell’acceso dibattito riguardante il canone sia tra il pubblico che nella politica, l’SSM ritiene essenziale fare sapere ad un largo pubblico quali sono le prestazioni di servizio pubblico della SSR, che aiutano la coesione del paese.
Applicazione CCL: modello di compensazione delle perdite
Il comitato nazione ha discusso dei numerosi problemi d’applicazione della CCL che si sono manifestati dalla sua entrata in vigore. Il 1° aprile (finalmente) avrà luogo una seduta con la SSR per regolare questi problemi. Verrà pure trattata l’applicazione del “modello di compensazione”. Durante i negoziati, l’SSM aveva ottenuto che le perdite finanziarie risultanti dall’introduzione dell’annualizzazione del tempo di lavoro venissero compensate. La SSR ha previsto una prima serie di pagamenti nei prossimi giorni. I segretari regionali SSM sono a disposizione in caso di dubbi o domande.
Convergenza dei media: la radio e le donne ci perdono
Per quanto concerne il progetto CO-EFF, il comitato nazionale spera che l’esempio della Svizzera romanda non faccia scuola. Uno sguardo all’organigramma della RTS, risultato dalla fusione di TSR e RSR fa preoccupare: con la fusione hanno perso la radio e le donne! 19 posti di quadro sono stati assegnati a persone che provenivano dalla TSR e solo 6 a persone che provenivano dalla radio. Per quanto concerne le donne, esse occupano 6 posti (23%), ma due di queste sono collaboratrici del direttore e perciò non hanno una funzione di quadro. Nel quadro della convergenza, l’SSM esige che nessun media prenda il sopravvento sull’altro nella ripartizione delle funzioni di direzione, e che la quota parte femminile non diminiusica, ma che aumenti conformente ai principi ancorati nella CCL.
SSM - Segretariato centrale, 8 marzo 2009
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