syndicom, impressum e SSM stupite dalla decisione della commissione dei media del Consiglio nazionale (CTT-N)

Le tre organizzazioni dei media Syndicom, Impressum e SSM sono stupite della decisione della CTT-N, di rimandare la decisione sull’iniziativa „No Billag“ solamente a quando ci saranno altri chiarimenti da parte dell’Amministrazione. Concretamente la Commissione chiede all’Amministrazione di elaborare due varianti di riduzione del budget della SSR. Una con riduzione del canone del 17% e l’altra del 37%.

Questo modo di procedere procrastina la decisione popolare e prolunga la decisione sull’avvenire della SSR e delle numerose TV e radio private. Per queste aziende mediatiche e per il loro personale, è inammissibile prolungare l’incertezza, visto che si tratterebbe chiaramente della soppressione della totalità dei posti di lavoro. Il rischio di demoralizzazione delle redazioni e dei collaboratori alimentato da questa incertezza è molto reale. Inoltre mal si comprende cosa c’entrino gli scenari di riduzione del budget della SSR con la soppressione pura e semplice della SSR e delle stazioni regionali finanziate con il canone, come lo esige la No Billag. La commissione del nazionale può prendere posizione sulla No Billag indipendentemente da questi scenari.

Si è sorpresi di costatare, che la CTT-N chieda all’Amministrazione di fare quanto era già stato proposto dalla sua presidente, Natalie Rickli in due occasioni con due atti parlamentari entrambi rifiutati. Il primo il 18 giugno 2015 con il postulato Rickli (15.3636) „Presentare quattro varianti di budget” e il secondo  il 25 settembre 2015 con la mozione Rickli (15.4032). Questa mozione era stata rigettata dal Consiglio agli Stati il 14 giugno 2016 e vale come liquidata.

Certamente è legittimo chiedere dei chiarimenti all’Amministrazione. Comunque la risposta dell’Amministrazione è già nota: una riduzione del canone corrisponde ad una diminuzione di posti di lavoro e di programmi. Il risultato equivarrebbe ad una pericolosa perdita di informazione di qualità e un appiattimento del paesaggio mediatico svizzero. Sta veramente all’Amministrazione elaborare dei programmi in funzione di budget ridotti? Ne dubitiamo fortemente.

 

 

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