Risultato chiaro al Consiglio degli Stati: la tassa sui media resta!

Sessione autunnale 2022, Consiglio degli Stati: L’iniziativa parlamentare «Escludere le PMI dalla tassa sui media» persegue l’obiettivo di esonerare le PMI con meno di 250 lavoratori o lavoratrici a tempo pieno dall’obbligo di pagamento del canone radiotelevisivo. Dopo che nella sessione primaverile il Consiglio nazionale aveva dato seguito all’iniziativa (119 voti favorevoli contro 71 contrari, 3 astensioni), oggi il Consiglio degli Stati l’ha clamorosamente bocciata (27 contrari, 14 favorevoli, 4 astensioni).

Le critiche nei confronti del canone Serafe (già Billag) non sono nuove. Come non sono nuovi i tentativi di contrastare gli sforzi di finanziamento delle emittenti radiotelevisive locali, regionali e nazionali. Ma le decisioni non vengono imposte dall’alto. Già nel 2015 la popolazione svizzera aveva approvato la revisione della legge federale sulla radiotelevisione (LRTV), che ha portato ad un capovolgimento del vecchio sistema: dal canone di ricezione basato sull’apparecchio siamo passati ad un prelievo generalizzato del canone per tutte le economie domestiche, a prescindere dai dispositivi di ricezione. Il canone è inoltre stato ridotto per tutte le economie domestiche al fine di adeguarlo al progresso tecnologico. Un aspetto particolarmente positivo è stato il maggior afflusso di mezzi finanziari alle emittenti radiotelevisive locali.

Con il sì alla revisione della LRTV il canone è sceso da CHF 451.- a soli CHF 400.- all’anno. Anche le imprese non sono state dimenticate: le imprese con un fatturato annuo di meno di mezzo milione di franchi – vale a dire i tre quarti di tutte le imprese – sono state esentate dall’obbligo di pagamento del canone. E se sono assoggettate al canone, devono pagare la tassa una sola volta, a prescindere dal numero di società affiliate. Le novità sono entrate in vigore il 1° gennaio 2019.

Tuttavia, nella primavera del 2018, la popolazione svizzera è stata nuovamente chiamata alle urne per esprimere la propria volontà sul finanziamento delle emittenti radiotelevisive locali, regionali e nazionali, vale a dire sul mantenimento del canone radiotelevisivo, anche per le imprese. L’iniziativa denominata «No Billag» è stata bocciata con una partecipazione alla votazione relativamente elevata (54.84%) e con un ragguardevole 71.6% di voti contrari. Al 1° gennaio 2019, il canone Serafe è stato ridotto nuovamente, passando ad un franco al giorno (vale a dire CHF 365.- all’anno). Al 1° gennaio 2021 è seguita un’ulteriore riduzione e la tassa ora ammonta a CHF 335.- all’anno.

Tre quarti delle imprese continuano a non pagare nulla. Se il loro fatturato si situa fra 500 000 e un milione di franchi pagano meno di una famiglia.
Dal 2021 il 93% delle imprese assoggettate ha beneficiato di una riduzione del canone. Il canone per le imprese è scaglionato in funzione del fatturato e prevede 18 categorie tariffarie.

La tassa radiotelevisiva delle imprese è un elemento importante del canone. Se venisse a mancare porterebbe ad un aumento del canone per le famiglie. La popolazione svizzera si è pronunciata in termini chiari, con un netto rifiuto dell’iniziativa «No Billag». Anche la maggioranza della commissione del Consiglio degli Stati è dello stesso avviso. Sebbene l’iniziativa parlamentare «Escludere le PMI dalla tassa radiotelevisiva» sia stata respinta dal Consiglio degli Stati, l’SSM guarda con preoccupazione agli ulteriori sviluppi. Attualmente è in corso la raccolta di firme per l’iniziativa «200 franchi bastano». A conferma del fatto che la tematica rimane di grande attualità politica.

 

Fonte immagine: screenshot del Consiglio degli Stati, Live Stream del 20 settembre 2022

 

 

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