Cambiamento di primato alla cassa pensione SSR: l’SSM raccomanda il NO

La raccomandazione di voto dell’SSM per la votazione generale sul cambiamento di primato è No. Così ha deciso il comitato nazionale, dopo lunga discussione dei pro e dei contro di un cambiamento di primato. Pubblichiamo qui la comunicazione data alla Cassa pensione e alla SSR.

Nella votazione generale riguardante il cambiamento di primato, che la CPS sottopone ai suoi affiliati, non si deve perdere di vista la domanda cruciale: a chi giova il cambiamento di primato a medio e lungo termine?
Per rispondere a questa domanda, si deve prendere in considerazione la differenza essenziale tra i due regimi. Questa differenza sta nella risposta alla domanda: chi si assume i rischi, se non si riesce a raggiungere il tasso d‘interesse fissato, perché i mercati finanziari non hanno portato le rendite attese?

Nel primato delle prestazioni, in caso di sottocopertura e di risanamento, il datore di lavoro e l’assicurato hanno una responsabilità congiunta. Nel primato dei contributi sono gli assicurati a supportare in gran parte il rischio dei mercati finanziari. Se non viene raggiunto il tasso del 3.25%, al singolo assicurato viene riconosciuto meno interesse, il che porta a meno capitale e così a meno rendita.

Per questo motivo un cambiamento di primato parla contro gli interessi a medio e lungo termine degli assicurati. Questi ultimi hanno un interesse ad un’equa ripartizione dei rischi tra loro ed il datore di lavoro. Visto che questo non è il caso nel primato dei contributi, le garanzie della SSR non sono sufficienti e inoltre sono limitate nel tempo, l’SSM rifiuta il cambiamento di primato.
    
Anche le buone misure di accompagnamento previste della SSR, specialmente per i collaboratori con più di 50 anni, non è riuscita a convincere la maggioranza del comitato nazionale.

L’SSM dopo aver valutato i pro e i contro è arrivato alla conclusione, che nell’interesse dell’insieme degli assicurati, e non solo di alcune categorie, è più sostenibile restare nel primato delle prestazioni.

È comunque legittimo, comprensibile e necessario, che ogni assicurato e assicurata si decida per un SÌ o per un NO rispetto alla propria situazione assicurativa individuale.

L’SSM motiverà la sua raccomandazione di voto in tempo per la votazione generale.

 

 

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