Posizione SSR: una piccola rettifica

Lo scorso 7 maggio la SSR ha comunicato la propria posizione in merito allo sciopero delle donne, anche se sorprendentemente nella versione francese del comunicato si rivolgeva solo ai «collaborateurs»…! (Vedi in proposito la nostra Guida per un linguaggio non sessista).

Poiché uno dei temi principali nel contesto dello sciopero delle donne è la discriminazione salariale appaiono oltremodo stupefacenti le cifre presentate dalla SSR in tema di salari. Nel comunicato dello scorso martedì, la SSR parla infatti di una differenza di salario tra uomini e donne del 2,4%. Depurata dei fattori derivanti da circostanze non discriminanti, i quali a loro volta si basano sul fatto che i mestieri e le forme di lavoro prevalentemente maschili sono pagati meglio di quelli prevalentemente femminili, tale percentuale scenderebbe addirittura all’1,5%. [1]

In qualità di interlocutrici nel dialogo sulla parità salariale che si tiene ogni anno con la SSR, ci siamo sfregate gli occhi dalla sorpresa.

Check dei fatti: le ultime cifre ufficiali tratte dall’analisi dei salari effettuata dalla Confederazione con lo strumento LOGIB e illustrateci dalla SSR a luglio 2018 indicano un divario salariale del 3,9% tra i sessi. E non del 2,4%, come comunicato martedì. In alcune unità aziendali, come ad esempio la SRF o la RSI la percentuale supera nettamente il 4%. Ora, secondo il Comitato direttivo non si è fatto altro che adattare leggermente il metodo quando si è rilevata la differenza salariale del 2,4%.

Nel 2013, nell’ambito del dialogo sui salari, la SSR e l’SSM avevano trovato un’intesa su una soglia di tolleranza del 3%. Ciò non significa che una differenza salariale del 3% sia accettabile, ma solo che la SSR si impegna a intervenire nel caso in cui tale soglia venga superata all’interno dell’azienda. Stando a Logib tuttavia la differenza di salario all’interno della SSR supera costantemente il 3% dal 2013 ed essendosi attestata su un nuovo livello massimo del 3,9% risulta quindi nettamente superiore alla soglia e non leggermente al di sotto, come farebbe ritenere il 2,4%.

L’SSM intende andare a fondo di questa discrepanza e invitare il CD a prendere posizione in merito.

[1] Dal 2013 la SSR prende parte al cosiddetto «dialogo sulla parità salariale» della Confederazione, nell’ambito del quale vengono effettuati controlli statistici sulle differenze salariali tra i sessi non spiegabili. L’SSM partecipa al dialogo sui salari nell’ambito del partenariato sociale previsto dal CCL.

 

 

 Lasciare un commento

Ihr Kommentar

Bitte füllen Sie alle Felder aus.
Ihre E-Mail-Adresse wird nicht veröffentlicht.

 

FacebookTwitter
Menü

Altre lingue

Rumantsch

English 

Ricerca