Giù le mani dalle curve salariali!

Il 1° aprile ha avuto luogo un incontro tra SSR e SSM, nel quale si doveva trovare una soluzione a diversi problemi (applicazione CCL, modello di compensazione, regolamento rimborsi spese). Il comitato nazionale dell’SSM (riunitosi l’8 aprile) si è dichiarato pronto a trovare una soluzione globale per l’intero pacchetto, a condizione che la SSR annulli la modifica unilaterale della curva salariale effettuata dalla RSI l’anno scorso senza l’accordo del sindacato e garantisca di non operare modifiche delle curve salariali in futuro.

Con il pretesto delle fusioni delle unità aziendali, la SSR intende modificare gli stipendi di riferimento adattandoli ai “valori regionali del mercato del lavoro”. Un modo di procedere inaccettabile, perché intacca, senza nessun negoziato con il partner sindacale, una componente fondamentale di qualsiasi contratto collettivo.

Il comitato nazionale SSM constata che così facendo non solo il datore di lavoro non rispetta i propri obblighi, ma mette in questione un fondamento principale di qualsiasi contratto collettivo di lavoro: il salario minimo. Di conseguenza il comitato nazionale SSM richiama la SSR ad assumersi le proprie responsabilità nel rispetto del partenariato sociale. Come in ogni contratto collettivo vigente in Svizzera, i livelli salariali potranno essere modificati unicamente attraverso un negoziato tra partner sociali.

Per raggiungere questo obiettivo l’SSM è deciso a chiedere l’intervento di un tribunale arbitrale.

Divide et impera: Nessuna privatizzazione della produzione

Per quanto concerne il progetto Convergenza e efficienza (COEFF), il Comitato nazionale ha preso atto di quanto sta succedendo nelle diverse unità aziendali (trasferimenti, riduzioni della percentuale di impiego, soppressioni di posti di lavoro) e si è dichiarato contrario ad una divisione della SSR o una privatizzazione della produzione. In Svizzera tedesca è infatti previsto di trasferire personale SSR al TPC (centro di produzione televisiva).

No allo smantellamento dell’assicurazione disoccupazione

La revisione della legge sull’assicurazione disoccupazione comporta, soprattutto per i disoccupati giovani e anziani, notevoli peggioramenti. Le indennità giornaliere saranno decurtate, mentre verrà accentuato l’obbligo di accettare qualsiasi occupazione, anche se mal retribuita. Questo causerà un aumento dei disoccupati che dovranno fare capo all’assistenza sociale, a carico quindi di cantoni e comuni. L’SSM chiede a tutti di firmare il referendum lanciato dall’Unione sindacale svizzera.

 

 

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