Comunicato stampa: Piano sociale di lusso e prestazioni pensionistiche dorate per i quadri della SSR a discapito dei collaboratori in CCL

Piano sociale di lusso e prestazioni pensionistiche dorate per i quadri della SSR a discapito dei collaboratori in CCL

La SSR ha concluso con l’Associazione dei quadri (quindi con sè stessa) un piano sociale che prevede per i quadri delle prestazioni più elevate in confronto al piano sociale negoziato per i collaboratori in CCL (per esempio indennità più alte in caso di licenziamento o di modifica della funzione.
Dettagli sul nostro sito www.ssm-site.ch.

Rinunciando a queste condizioni privilegiate per i quadri si sarebbero potuti salvare una trentina di posti di lavoro. Questo per noi è inaccettabile! In una situazione difficile come quella attuale non è concepibile che la SSR privilegi una categoria già privilegiata.

L’SSM venuto a conoscenza di questa marcata e ingiustificata disparità di trattamento è intervenuto presso l’Associazione dei quadri per chiedere l’immediata rinuncia a queste condizioni di impiego privilegiate. Oltre al piano sociale marcatamente migliore, i quadri beneficiano inoltre di un’assicuraione complementare di vecchiaia, l’assicurazione Gemini, che attualmente non si giustifica più, considerato che ora i quadri non hanno più l’obbligo di pensionamento a 62 anni.
L’Associazione dei quadri si è tuttavia rifiutata di entrare nel merito della nostra richiesta dando una risposta stringatissima alla nostra lunga ed argomentata lettera. A fronte di questo rifiuto l’SSM rivolge quindi la medesima rivendicazione alla Direzione Generale e al Consiglio di amministrazione della SSR. Per quale motivo il personale in CCL dovrebbe fare maggiormente le spese della difficiile situazione attuale? La SSR ci deve una giustificazione.

Ciò che è ancora più inconcepibile è che nonostante sia i collaboratori sia l’SSM abbiano portato oltre 400 proposte alternative di risparmio con lo scopo di salvare posti di lavoro, la SSR abbia confermato lo stesso numero di impieghi da sopprimere annunciato prima della consultazione. Una consultazione che si è quindi rivelata un alibi. Questo rafforza il sospetto che la soppressione di 250 posti di lavoro sia soprattutto una decisione motivata da ragioni politiche, più che finanziarie.

Contatto:
Renato Minoli, presidente SSM sezione di Lugano 079 379 86 41
Monica Bartolo Janse, segretaria SSM sezione di Lugano, 079 540 64 30

 

 

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