Mobilità: un aumento penalizzante

Care colleghe, cari colleghi,

le nuove disposizioni adottate dall’azienda in materia di mobilità aziendale (con relativo aumento dei parcheggi) hanno suscitato la disapprovazione di molti di voi. Ci teniamo a precisare che come SSM, pur essendo rappresentati nel gruppo CIMA, non approviamo il modo di procedere dell’azienda. Riteniamo che queste misure penalizzino ingiustamente chi abita in zone discoste oppure ha orari di lavoro irregolari. Quindi non approviamo il considerevole aumento del costo dei parcheggi, così come proposto dalla Direzione.

Ricordiamo che la Direzione aveva proposto già nel 2002 un cospicuo aumento dei parcheggi (fino a fr. 60-70) il sindacato già allora si era opposto in quanto l’aumento non era sostenuto da valide argomentazioni. L’aumento fu contenuto ed il costo fu aumentato da fr. 15.- a 25.-.

Per completezza di informazione alleghiamo quanto scritto alla Direzione il 9 novembre 2007:

Egregio Direttore,

il nostro comitato ha preso visione del rapporto CIMA “Guida alla mobilità RTSI” presentatoci dal nostro delegato nella commissione.

Innanzitutto sottolineiamo positivamente un primo passo avanti nel definire una strategia della mobilità volta a promuovere con misure propositive e attive una mobilità più intelligente, ecologica e razionale, come già avevamo suggerito qualche anno fa al momento di un primo aumento del costo dei parcheggi. Tuttavia, sul rapporto CIMA esprimiamo le seguenti osservazioni e valutazioni.

1) Riteniamo che le proposte contenute nella guida dovrebbero essere precedute da un’analisi e da dati statistici sugli spostamenti dei collaboratori, in particolare sui luoghi di domicilio, sugli orari che svolgono (percentuale di coloro che svolgono orari irregolari e non), sui veicoli che vengono principalmente usati e sugli spostamenti in gruppo che eventualmente vengono già organizzati.

2) In base ai risultati di questa analisi, bisognerebbe intervenire presso i comuni e il cantone (mandatari e finanziatori del servizio), come pure presso le aziende di trasporto pubblico per ottenere un adeguamento e un miglioramento del servizio (orari e numero di corse), valutando anche la possibilità di introdurre dei bus navetta (in particolare dalla stazione Ffs a Comano).

3) Per queste ragioni, consideriamo le proposte contenute nella Guida alla mobilità Rtsi come dei punti interessanti da ampliare e approfondire, per trovare soluzioni concrete e reali alternative al trasporto privato individuale. In attesa di queste soluzioni, siamo pertanto contrari alla decisione di aumentare il costo dei posteggi, poiché non farebbe altro che penalizzare chi in ogni caso è costretto ad utilizzare un mezzo di trasporto privato.

Pensiamo – in conclusione – che in una prima fase è senza dubbio più efficace proporre misure attive e propositive, che premino i collaboratori disposti a utilizzare il trasporto pubblico, piuttosto che intervenire con misure percepite dai collaboratori come «punitive». Senza dimenticare che questo aumento del costo dei parcheggi sarebbe facilmente considerato una mano (della RTSI) che toglie in parte quello che l’altra mano (la SSR) darà come adeguamenti salariali.

 

 

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