SSM e sciopero delle donne – Contesto e questioni legali

Questa mattina la SSR ha pubblicato in intranoi la propria posizione sullo sciopero delle donne. Cosa significa questo per i nostri membri? Come è messo che posizione adotta l’SSM? Qui di seguito una qualche risposta.

Discussioni riguardanti lo sciopero delle donne
Lo sciopero delle donne del 14 giugno viene visto più sotto l’aspetto legale che sotto l’aspetto della legittimità delle rivendicazioni. Concentrandosi solo sugli aspetti formali, molti datori di lavoro evitano il dibattito sulle motivazioni e i veri contenuti dello sciopero. Molti altri risolvono il problema dando un giorno di libero alle donne o lasciando prendere un giorno di vacanza il 14 giugno.
Non dimentichiamo: la base per gli obiettivi politici e le rivendicazioni dello sciopero delle donne è ancora l’articolo costituzionale del 1981, che non è stato applicato e che è la base per la legittimità dello sciopero. Che dice:

Uomo e donna hanno uguali diritti. La legge ne assicura l’uguaglianza, di diritto e di fatto, in particolare per quanto concerne la famiglia, l’istruzione e il lavoro. Uomo e donna hanno diritto a un salario uguale per un lavoro di uguale valore (CF articolo 8 cpv. 3).

E giuridicamente?
Più volte è stato detto che il movimento di sciopero per il 14 giugno non è legale, visto che non sono soddisfatte le condizioni previste dalla costituzione (art. 28 CF e art. 11 CEDU). Questo perché lo sciopero non si concentra solo su condizioni lavorative bensì è anche un metodo di pressione politico sullo Stato e sui datori di lavoro. Coinvolgere tutta la società è però un elemento centrale del problema della parità. Poiché è illusorio concentrarsi solo su alcuni elementi della disparità, senza includere il contesto che lo perpetua.

Che misure adottano i sindacati?
Per alcuni è incontestato che i membri possano scioperare. Così scrive la vopd in un flyer riguardante domande giuridiche: “Il diritto allo sciopero previsto nella Costituzione federale dà il diritto ad ogni donna, alfine di eliminare la discriminazione, di utilizzare ogni mezzo di lotta: come ad esempio pause di protesta, sciopero degli abiti simbolici per la protesta, interruzione del lavoro”. Secondo la vpod la pace sul lavoro prevista dal contratto collettivo è vincolante per il sindacato, e non le persone singole.
Altri, come il sindacato Syna, dicono chiaramente alle persone che vogliono scioperare che sottostanno ad un contratto collettivo, che di regola sono tenuti alla pace sul lavoro. Ai propri membri consiglia: “parlate con il vostro datore di lavoro e pregatelo di darvi libero”.

Cosa dice l‘SSM?
L’SSM ritiene che lo sciopero non è solo politico, bensì anche una protesta di lavoro con componenti politici. Se le donne vanno in strada per protestare contro la discriminazione e per la parità salariale, questo è legato direttamente al criterio del rapporto di lavoro previsto dalla Costituzione.

Donne (e uomini solidali), che si vedono confrontate con repressioni o che vengono messe sotto pressione a causa della loro adesione allo sciopero ricevono consulenza da parte del segretariato SSM sulle pari opportunità.

Ai nostri membri, che dovessero avere delle ripercussioni a causa dello sciopero delle donne, l’SSM darà protezione giuridica.

L’unione fa la forza!
Lo sciopero prevede un’astensione dal lavoro collettiva. Pertanto: non scioperare da sola!

Parla con le tue colleghe delle condizioni di lavoro e delle rivendicazioni nei confronti del datore di lavoro.
L’esperienza dello sciopero delle donne del 1991 ha dimostrato chiaramente: più donne sono coinvolte, più il rischio è piccolo. Se anche questa volta le donne che in una qualche forma sostengono lo sciopero sono migliaia, praticamente nessun datore di lavoro oserà ricorrere a repressioni, in quanto verrebbero additati come avversari delle pari opportunità.

L’SSM è qui per voi e vi aiuta in caso di problemi.

In merito alla Parità nel settore dei media un collettivo di donne che lavorano nei media di tutte le case mediatiche e regioni ha rilasciato, il 30 aprile, il seguente catalogo di rivendicazioni adottandolo come documento di base per lo sciopero del 14 giugno. Queste rivendicazioni verranno consegnate il 14 maggio rispettivamente prima del 14 giugno ai datori di lavoro per soddisfare le condizioni per uno sciopero legale.

Anche le donne che lavorano alla SSR e nei media elettronici sono discriminate e partecipano al catalogo di rivendicazioni.

 

 

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