Il dimezzamento delle risorse finanziarie della SSR non trova una maggioranza né in Parlamento né alle urne. Il drastico taglio al servizio pubblico mediatico è stato chiaramente respinto. Dopo il netto rifiuto dell’iniziativa No Billag del 2018 (71,6%), la popolazione si schiera nuovamente a favore di un servizio pubblico mediatico forte per la Svizzera. Al contempo conferma l’attuale sistema di finanziamento tramite canone indipendente dal numero di apparecchi per le famiglie e le imprese, deciso democraticamente nel 2015 e applicato dal 2019.
«Con questo voto, la popolazione oggi lancia ancora una volta un segnale forte a favore del servizio pubblico mediatico, ribadendo di non voler un suo indebolimento, bensì stabilità e affidabilità», afferma Rafaël Poncioni, copresidente del sindacato dei media SSM.
«Un impegno così chiaro a favore del servizio pubblico mediatico non è compatibile con ulteriori tagli finanziari, che devono quindi essere considerati fuori discussione. I promotori dell’iniziativa sono chiamati a rispettare questo risultato e a porre fine agli attacchi contro la SSR e la piazza mediatica svizzera. Sono invece invitati a partecipare all’elaborazione di soluzioni costruttive per media svizzeri forti», aggiunge Salvador Atasoy, copresidente dell’SSM.
Alla luce del risultato della votazione popolare, occorre rivalutare in particolare la revisione parziale dell’ordinanza sulla radiotelevisione.
Il risultato odierno rappresenta anche un chiaro mandato politico.
La popolazione si è espressa ripetutamente in modo inequivocabile: ulteriori tagli o restrizioni strutturali al servizio pubblico mediatico sono privi di qualsiasi base democratica. Il segnale lanciato oggi deve essere preso sul serio sul piano politico e rispettato nei futuri dibattiti sui media pubblici e sul loro mandato.
Il Consiglio federale è chiamato a tener conto della manifestazione inequivocabile della volontà della popolazione nell’elaborazione della nuova concessione. Un indebolimento del servizio pubblico mediatico non è compatibile con l’esito di questa votazione. L’SSM parteciperà attivamente alla consultazione e si impegnerà a favore di un servizio pubblico mediatico forte, pluralista e ben radicato nelle diverse regioni linguistiche della Svizzera.