Le organizzazioni firmatarie sottolineano che «il netto No all’Iniziativa anti-SSR non rappresenta soltanto un rifiuto dei tagli ai mezzi finanziari, ma anche un chiaro impegno a favore di un servizio pubblico mediatico forte e diversificato.»
Alla luce delle recenti dichiarazioni dell’UFCOM, ribadiscono inoltre che «riproporre, la limitazione di ambiti centrali dell’offerta e della diffusione dopo un rifiuto così netto dell’Iniziativa anti-SSR, significa mettere in discussione questa decisione democratica.»
Il servizio pubblico mediatico è fondamentale per la varietà culturale, per l’offerta giornalistica sportiva, per l’accesso a informazioni affidabili e per la coesione sociale nel nostro Paese. La nuova concessione deve garantire questo mandato nella sua piena ampiezza anche in futuro.
Già in occasione della consultazione sulla revisione parziale dell’Ordinanza sulla radiotelevisione, la maggioranza dei partecipanti si era detta contraria a ulteriori limitazioni. Questa posizione si ritrova ora chiaramente nella lettera aperta.
La lettera aperta è disponibile qui: lettera aperta