La voce della Svizzera all’estero potrà continuare a farsi sentire. Con 104 voti contro 84, il Consiglio nazionale ha rifiutato mercoledì di sopprimere il contributo di 19 milioni di franchi destinato all’offerta internazionale della SSR, che comprende Swissinfo, tvsvizzera.it nonché le collaborazioni con 3sat e TV5Monde. Il Nazionale si allinea così alla decisione presa dal Consiglio degli Stati il 17 dicembre.
Dei 19 milioni, poco più di 9 milioni sono versati a Swissinfo. Questo finanziamento copre circa la metà dei costi, mentre l’altra metà è a carico della SSR. Senza questo contributo, l’esistenza della piattaforma multilingue sarebbe stata minacciata: oltre 100 posti di lavoro avrebbero potuto scomparire e la voce della Svizzera all’estero sarebbe stata indebolita. Eppure, Swissinfo rappresenta una fonte d’informazione essenziale per più di 820’000 svizzeri e svizzere residenti all’estero.
Con la sua decisione, il Parlamento invia un segnale importante a favore della diversità mediatica, degli svizzeri e delle svizzere all’estero e della visibilità della Confederazione sulla scena internazionale. In un’epoca segnata dalla crescente disinformazione e dalle tensioni geopolitiche, una fonte d’informazione credibile e indipendente è di importanza capitale.
Un successo per la petizione del SSM e dei suoi partner
Il Parlamento ha accolto l’appello lanciato dall’SSM e dai suoi partner, tra cui l’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE), Soliswiss, Educationsuisse, Suisseculture, Reporter Senza Frontiere Svizzera, la Società svizzera di scienze della comunicazione e dei media (SACM) e l’associazione media FORTI.
Il 17 dicembre avevamo depositato una petizione corredata di 17'295 firme presso la Cancelleria federale. Intitolata “Salvate Swissinfo e il mandato d’informazione per l’estero!”, chiedeva ai e alle parlamentari di rinunciare alla soppressione del contributo federale all’offerta internazionale della SSR.
La decisione delle Camere di mantenere questo finanziamento conferma che questa mobilitazione è stata decisiva. Le cittadine e i cittadini hanno chiaramente espresso il loro attaccamento a un’informazione indipendente, multilingue e accessibile dall’estero. Il Parlamento federale ha ascoltato e ha agito di conseguenza.
Un settore sotto pressione
La decisione di oggi rappresenta un importante risultato intermedio. Il settore dei media rimane tuttavia sotto pressione: programmi di risparmio, soppressioni di posti di lavoro e trasformazioni strutturali segnano il quotidiano di molte redazioni.
A ciò si aggiungono i tagli massicci che la SSR ha già dovuto affrontare tramite ordinanza. Inoltre, con la votazione dell’8 marzo sull’iniziativa SSR (“200 franchi bastano”), il servizio pubblico mediatico nel suo complesso si ritrova nuovamente sotto pressione.
Coloro che oggi rafforzano il mandato per l’estero riconoscono l’importanza di un panorama mediatico forte e indipendente. Coloro che proseguiranno con i tagli domani metteranno in pericolo i posti di lavoro, la qualità dell’informazione e le istituzioni democratiche.