Il Sindacato Svizzero dei Media (SSM) esprime la propria piena solidarietà ai tre colleghi recentemente licenziati da TeleTicino. A loro va la nostra vicinanza umana e professionale in un momento difficile, che colpisce non solo le persone direttamente coinvolte, ma l’intero settore dei media nella Svizzera italiana.
Questi licenziamenti non rappresentano un episodio isolato, bensì si inseriscono in una lunga scia di riduzioni di personale, ristrutturazioni e difficoltà che da anni colpiscono il settore dei media nel nostro cantone. Basti pensare a quanto avvenuto recentemente anche presso laRegione e alla situazione di forte pressione che interessa la RSI, a dimostrazione di una crisi strutturale che attraversa l’intera piazza mediatica ticinese.
Il contesto è dunque motivo di una preoccupazione sempre più profonda: lo stato di salute dei media ticinesi e locali è fragile e in costante peggioramento. Contrariamente a quanto sostenuto da alcuni, non ci troviamo di fronte a un settore sovradimensionato, bensì a un comparto che sta progressivamente perdendo risorse, posti di lavoro, competenze e capacità di svolgere il proprio ruolo fondamentale nella società.
La continua erosione del tessuto mediatico locale rischia di consegnare la formazione dell’opinione pubblica e dell’identità regionale definitivamente nelle mani delle piattaforme social e dei grandi gruppi mediatici multinazionali, che non hanno alcun legame con il territorio, nessuna responsabilità sociale nei confronti della popolazione e nessuna volontà di promuovere, raccontare e rispettare la realtà della Svizzera italiana. Un simile scenario rappresenterebbe un grave impoverimento per la democrazia, per il pluralismo dell’informazione e per la coesione sociale.
Come sindacato, ribadiamo la nostra vicinanza alle colleghe e ai colleghi colpiti da questi licenziamenti e confermiamo il nostro impegno a difendere una piazza mediatica capace di offrire condizioni di lavoro dignitose, occupazione stabile e un sistema dei media forte, radicato nel territorio e in grado di garantire prodotti informativi di qualità.
Allo stesso tempo, riteniamo indispensabile avviare una riflessione profonda e responsabile sullo stato dei media nella Svizzera italiana e su come sia possibile, in futuro, tornare a parlare di investimenti, assunzioni e crescita, anziché di tagli e licenziamenti. Questo sarà però possibile solo assumendo fino in fondo una realtà spesso rimossa dal dibattito pubblico: fare informazione e fare media legati al territorio ha dei costi e necessita del giusto sostegno politico, economico e sociale.